La macchina Jacquard è considerata l’antenata dei calcolatori automatici. I computer, per gli amici. Questa è stata infatti la prima macchina in grado di leggere le informazioni di una scheda forata. Ma vediamo un po’ meglio come funziona il telaio Jacquard.

Le fasi della produzione di tessuti jacquard

Il segreto del successo della macchina inventata da Joseph-Marie Jacquard sta nell’aver semplificato e velocizzato la produzione di disegni anche molto complessi. Prima di questa fenomenale invenzione, i telai dovevano avere molti licci che spostassero i fili dell’ordito: questi ultimi, infatti, dovevano potersi muovere indipendentemente gli uni dagli altri. Oltre alla tessitrice, quindi, al telaio doveva lavorare anche un aiutante, il cui compito era appunto muovere i licci al momento giusto.

Per risolvere questo problema, Jacquard s’inventa un apparecchio che funziona così:

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i fili che devono lavorare insieme sono riuniti in una maglia di liccio e collegati a un contrappeso, tramite una cordicella che parte dall’alto. Potete vedere queste cordicelle nella foto qui accanto;

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ogni cordicella è collegata a una serie di schede forate collocate su un cilindro rotante. I fori di ciascuna scheda corrispondono al disegno da riprodurre;

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i fori del cartone permettono solo ai contrappesi ad essi corrispondenti di cadere: se la scheda presenta un foro in corrispondenza della cordicella, il suo contrappeso cade e fa alzare solo i fili dell’ordito ad esso collegati. Tutti gli altri fili restano invece fermi al loro posto;

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i fili della trama possono così passare attraverso l’ordito e formare il disegno;

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dopodiché, la tessitrice batte l’intreccio così ottenuto con un pettine e fa avanzare le schede forate. Le cordicelle trovano così nuovi fori liberi e si può proseguire con il disegno.

In questo modo, basta una sola tessitrice per far funzionare il telaio, non ha bisogno di qualcuno che sposti i fili per lei: il telaio jacquard lo fa in automatico.

Insomma, è una vera rivoluzione: è la prima macchina in grado di svolgere un lavoro ripetitivo in modo automatico. Ma cos’ha significato questo rivolgimento, per la Tessitura Bevilacqua?

Come nasce il velluto jacquard alla Bevilacqua

I 18 telai nella nostra sala di tessitura sono tutti dotati di queste macchine, fin da quando la Tessitura è nata, nel 1875.

Sono loro che ci permettono di produrre 35-40 cm di velluto al giorno. Il lavoro resta comunque manuale, perché sono le tessitrici ad azionarle e a tagliare il velluto.

Come ce ne prendiamo cura? Usando ancora schede forate di cartone e sostituendo i pezzi rotti con quelli che recuperiamo dalle altre macchine.

Ed è in questo modo che riusciamo a produrre tessuti jacquard per arredamento degni della tradizione.

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