Volete sapere cosa significa essere produttori di velluti per arredamento fatti a mano? Niente di più facile: ve lo raccontano 2 delle nostre tessitrici, nel video realizzato da Ampersand Video con la collaborazione dei Musei Civici veneziani e dell’Accademia di Belle Arti di Venezia.

La formazione dei produttori di tessuti alla Bevilacqua

Questo video dà la parola alle donne senza le quali le nostre stoffe non potrebbero esistere: le tessitrici. Oggi sono in 6, che si dividono 18 telai, ma un tempo erano molte di più, come potete vedere nella foto qui sotto, risalente più o meno al 1923.

La formazione, però, è rimasta sempre la stessa. Un po’ più concentrata, perché nel XIX secolo le tessitrici venivano formate in 4 o 5 anni, mentre oggi in 2. Ma si basa comunque su 2 fasi fondamentali:

  • osservare una tessitrice esperta;
  • capire alla perfezione il telaio prima di cominciare a tessere un velluto.

Ed è proprio questo che Silvia e Ilaria sottolineano: l’aver imparato il mestiere gradualmente, come nei secoli passati. Il motivo? Be’, non esiste scuola al mondo che possieda telai del Settecento.

Entrambe le tessitrici spiegano che, a scuola, hanno ricevuto solo una base teorica, pur essendo istituti per tessitori: la pratica, per questi telai, hanno dovuto farla qui. Solo osservandolo per anni è possibile capire come è fatto il telaio, come vi passano attraverso i fili, come aggiustarli quando si rompono e quali sono i vari tipi di nodo.

Produrre tessuti a mano su telai antichi: difficoltà e valore

Quello che Ilaria e Silvia, in rispettivamente 13 e 17 anni di lavoro alla Tessitura, hanno scoperto è cosa significa produrre tessuti non solo pregiati, ma anche unici. Perché dietro di essi c’è la mano di un essere umano: certi giorni è più forte, e allora riesce ad arrivare magari a 40 cm di tessuto, in 8 ore; in altri giorni ha meno forza, e quindi il disegno sarà più piccolo.

E poi c’è il telaio, da conoscere e saper ascoltare: il lavoro su queste macchine antiche non è mai automatico, perché qualsiasi suono diverso dal solito mette la tessitrice sull’attenti. Significa che c’è qualcosa che non va, ed è necessario intervenire subito, per non rovinare la stoffa.

È un lavoro complesso? Sì, ma ogni tessitrice sa di aver creato un pezzo ineguagliabile. Pur avendo usato una macchina per alzare i fili e delle schede per definire il disegno, ogni velluto sarà unico, perché dietro ci sono le sue mani.

Mettetevi comodi, dunque, e preparatevi a vedere la Tessitura Bevilacqua con gli occhi di chi crea i suoi tessuti.

Un ringraziamento di dovere a chi ha permesso la realizzazione di questo filmato:

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