Inaugurata il 5 maggio 2026 alla Fondazione Querini Stampalia, The Dreamer è un sogno ad occhi aperti. Una mostra in cui il visitatore non osserva, ma viene attraversato dalla luce, dal suono, dal profumo e dalla materia viva dei tessuti che avvolgono gli ambienti, trasformando lo spazio in un’esperienza totale e stratificata.

Il percorso espositivo a Palazzo Querini Stampalia

The Dreamer si configura come una vera e propria macchina temporale: un dispositivo percettivo che organizza il tempo attraverso lo spazio e lo spazio attraverso il movimento del corpo.

Il percorso si sviluppa come un montaggio cinematografico, ispirandosi apertamente al film Senso di Luchino Visconti. Ogni sala è una sequenza autonoma ma interconnessa, dove le opere si richiamano, si riflettono, si trasformano reciprocamente. Il visitatore non è mai fermo: è chiamato a negoziare continuamente distanza e prossimità, immersione e distacco, costruendo il proprio sguardo.

Saper Sognare, Il Ritratto, Poesia d’Acciaio – Galleria di immagini, Foto Adriano Mura

Non esiste una cronologia lineare, ma un andamento emotivo e stratificato che intreccia oltre 170 opere della collezione storica, da Giovanni Bellini a Pietro Longhi, con le visioni di sei artisti contemporanei: Emanuele Becheri, Chiara Bettazzi, Giusy Calia, Daniela De Lorenzo, Silvia Giambrone, Davide Rivalta. I nuclei tematici, dal “saper sognare” come responsabilità e visione, al ritratto come indagine dell’identità, fino alle passioni, ai gesti e alle ossessioni della famiglia Querini, si intrecciano in una narrazione fatta di apparizioni e rimandi.

Il Tempo, La Finzione, Il Silenzio  – Galleria di immagini, Foto Adriano Mura

Il tutto dentro la cornice di un palazzo veneziano del Cinquecento, dove ogni ambiente allude a qualcosa che va oltre sé stesso: lo spazio non si esaurisce mai, ma continua nella memoria della sala precedente e nell’attesa di quella successiva. Camminando, il visitatore compone una sorta di scrittura spaziale, dove ciò che è visibile dialoga costantemente con ciò che resta fuori campo. È qui che prende forma un’esperienza profonda del vedere e del sognare, destinata a persistere anche oltre la visita.

La Cura, La Memoria, La Guerra, Il Governo – Galleria di immagini, Foto Adriano Mura

I tessuti Bevilacqua nell’architettura sensoriale de The Dreamer

In questo teatro dell’immaginario, i nostri tessuti non sono semplici elementi decorativi: sono interlocutori silenziosi e potenti, elementi essenziali nella costruzione dell’esperienza, contribuendo a definire atmosfere, profondità e ritmo.

I broccatelli Serto e Giardino evocano mondi lontani eppure familiari. Il Serto, ispirato alle decorazioni turche del XVI secolo, disegna nell’ordito un reticolo di rombi e fiori stilizzati, un dialogo antico tra Oriente e Occidente che Venezia ha sempre saputo fare proprio con straordinaria naturalezza. Il broccatello Giardino celebra invece la sontuosità settecentesca: vasi traboccanti di fiori, foglie d’acanto che incorniciano ogni motivo, una ricchezza ornamentale che parla di palazzi, di cerimonie, di bellezza vissuta come necessità.

Broccatello Serto – Rosso

Broccatello Serto – Turchese antico

Broccatello Serto – Rosso antico

Broccatello Giardino Antico

I lampassi Svezia e Three Crowns introducono una sensibilità diversa e inaspettata. Il lampasso Svezia dispiega linee curve di steli e fiori con forti influenze Liberty; il lampasso Three Crowns porta la firma dell’artista svedese Maja Sjöström, che lo disegnò nei primi del Novecento con una raffinatezza tutta nordica. Un dialogo improbabile tra la laguna e il Nord, reso possibile dalla vocazione universale della nostra Tessitura.

Lampasso Svezia – Blu

Lampasso Svezia – Perla avorio

Lampasso Three Crowns – Giada

I velluti Taccheggiato e Sforza portano infine quella profondità materica che è cifra distintiva della nostra tradizione. Il velluto nacque a Venezia nel XIV secolo, quando la Serenissima trasformò i segreti delle stoffe orientali in un’arte tutta sua, che portiamo avanti ancora oggi. Il velluto Taccheggiato, con la sua superficie discontinua e il suo fascino volutamente imperfetto, e il velluto Sforza, che rievoca i reticolati rinascimentali con echi d’Oriente, completano un racconto tessile che attraversa sei secoli senza mai esaurirsi.

Velluto Taccheggiato

Velluto Sforza

Giovanni Querini: il sogno diventato realtà

The Dreamer, il sognatore cui è dedicata la mostra, è Giovanni Querini Stampalia, ultimo erede di una famiglia tra le più illustri della Repubblica. Uomo di scienza, lettore onnivoro, imprenditore illuminato, rifiutò ogni mondanità per dedicarsi allo studio e alla ricerca. Visionario e profondamente moderno, trasformò il proprio sogno in un gesto concreto. Alla sua morte, nel 1869, lasciò in eredità alla collettività l’intero patrimonio familiare: il palazzo, le collezioni, una biblioteca aperta a tutti fino a mezzanotte. Un gesto radicale contro il sapere inaccessibile, che trasformò il possesso privato in bene collettivo.

 

The Dreamer – Fondazione Querini Stampalia

Santa Maria Formosa
Castello 5252, 30122 Venezia
T. +39 041 2711411

La Politica, L’Intimità, La Vita, La Flotta, La Maternità – Galleria di immagini, Foto Adriano Mura

Photo Credits: Adriano Mura
Courtesy: Fondazione Querini Stampalia, Venezia
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