Il 21 novembre i Veneziani festeggiano una delle ricorrenze più sentite nella vita della città, la Festa della Madonna della Salute. La Basilica a Lei dedicata sarà rivestita, come ogni anno, con il nostro velluto Colonne. Scopriamolo nel ricordo di una delle tessitrici che lo hanno realizzato.

La Festa della Madonna della Salute a Venezia

Durante l’epidemia di peste che colpì Venezia nel 1630, il governo organizzò una processione di preghiera lunga tre giorni e tre notti per chiedere alla Vergine di salvare la città, al termine della quale il Doge fece voto di costruire una nuova chiesa, dedicata alla Salute.

Poche settimane dopo, l’epidemia rallentò il suo corso, per poi fermarsi del tutto e il governo mantenne il suo voto, facendo costruire la grandiosa Basilica di Santa Maria della Salute e stabilendo che una processione di ringraziamento fosse ripetuta ogni anno. Ed è per questo che, ancora oggi, il 21 novembre di ogni anno i Veneziani – e non solo – si recano in pellegrinaggio alla Basilica.

Il velluto soprarizzo per la Basilica della Salute

L’obiettivo del governo di Venezia era una chiesa spettacolare, che celebrasse sia Maria che la Repubblica di Venezia. E lo raggiunse, innalzando un capolavoro barocco a pianta ottagonale sulla Punta della Dogana, tra il Bacino San Marco e il Canal Grande.

Uno dei velluti utilizzati per il suo arredamento è stato fornito dalla nostra Tessitura. Si tratta di un velluto a mano soprarizzo chiamato “Colonne”, sul cui fondo giallo dorato sono ricamati elementi architettonici rossi e boccioli, bacche, uva e molti fiori: tulipani, narcisi, peonie e rose, resi con colori realistici che ricordano quelli dei tessuti per arredamento della prima metà del XVIII secolo. Un disegno ricchissimi di dettagli, come si può notare dalle foto della messa su carta millimetrata qui sotto, e impreziosito da fili d’oro zecchino.

Disegni velluto Colonne-1 | Tessitura Bevilacqua
Disegni velluto Colonne-1 | Tessitura Bevilacqua
Disegni velluto Colonne-1 | Tessitura Bevilacqua
Disegni velluto Colonne-2 | Tessitura Bevilacqua

La produzione del velluto a mano raccontata da una tessitrice

Il velluto Colonne ha richiesto anni di lavoro alle nostre tessitrici, e 2 telai. I metri da tessere erano molti: riveste infatti le colonne dell’altare maggiore e quelle delle 8 cappelle laterali della Basilica della Salute.

“Ecco perché continuo ad entrare nella Basilica ogni anno, durante i giorni di festa”, ci ha spiegato Mariella Bearzi, che nella Tessitura Bevilacqua ha lavorato dai 12 ai 67 anni. “Sicuramente una di quelle colonne ha anche un mio pezzo di velluto”.

Tra gli anni Cinquanta e Sessanta, quando è nato il velluto Colonne, le tessitrici della Bevilacqua erano 60, e si occupavano di tutto ciò che serve per tessere: dai ferri alla preparazione delle schede forate, producendo a mano lampassi, broccati, rasi, damaschi e velluti.

Oggi sono 6, e si occupano principalmente dei velluti soprarizzo. Ci racconta Mariella:

Il tessuto più complicato restava sempre il soprarizzo. Ce ne sono altri che, però, gli fanno una discreta concorrenza, come il damasco Grottesche, che è pesantissimo, è tutto in seta e ha un disegno molto complicato. O il velluto Lancé, con i suoi fili in argento, anche questo molto pesante. Per lavorare qui dovevamo quindi avere forza, ma soprattutto sapere molto, perché ci occupavamo di tutto. Era un lavoro che amavo tanto, come amavo i tessuti che producevamo. E che penso non debbano andare perduti.

Velluto in seta a mano Salute-Angela Colonna | Tessitura Bevilacqua

Foto: Angela Colonna

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