Il 21 novembre i Veneziani festeggiano una delle ricorrenze più sentite nella vita della città, la Festa della Madonna della Salute. Ecco che cos’è e perché riguarda anche Bevilacqua.

La Festa della Madonna della Salute

Non era ancora passato un secolo dalla terribile epidemia del 1575-1577 – dopo la quale era stata eretta la chiesa del Redentore -, che la peste colpì di nuovo Venezia e il resto del Nord Italia.

Per chiedere alla Vergine di salvare la città e fermare la pestilenza, nell’ottobre 1630 il governo, disperato, organizzò una processione di preghiera lunga tre giorni e tre notti, al termine della quale il Doge fece voto di costruire una nuova chiesa, dedicata alla Salute.

Poche settimane dopo, l’epidemia rallentò il suo corso, per poi fermarsi del tutto nel novembre dell’anno successivo. Il governo mantenne il voto fatto e affidò la costruzione di una basilica grandiosa all’architetto Baldassarre Longhena, che la terminò nel 1687.

Ma non solo: per ringraziare la Madonna, il governo stabilì che la processione fosse ripetuta ogni anno. Ed è per questo che, ancora oggi, il 21 novembre di ogni anno i Veneziani – e non solo – si recano in pellegrinaggio alla basilica.

Per questo viene costruito un ponte votivo di barche sul Canal Grande, che unisce Santa Maria della Salute con la chiesa di Santa Maria del Giglio.

I velluti a mano della Basilica della Salute: i tessuti per arredamento a Venezia

L’obiettivo del governo di Venezia era fare una chiesa spettacolare, che esaltasse sia Maria che la Repubblica di Venezia. E lo hanno raggiunto: sulla Punta della Dogana, svetta sul Bacino San Marco e sul Canal Grande, s’innalza un capolavoro barocco a pianta ottagonale.

Uno dei velluti utilizzati per il suo arredamento è stato fornito da Bevilacqua. Si tratta di un velluto soprarizzo sul cui fondo giallo dorato sono ricamati elementi architettonici rossi. Gli spazi creati da questi sono occupati da rombi, fiori, bacche, uva e boccioli. Tulipani, narcisi, peonie e rose sono resi con colori realistici e ricordano quelli dei tessuti per arredamento della prima metà del XVIII secolo.

Non solo: la presenza di volute avvicina questo motivo allo stile rocaille, una delle caratteristiche centrali del Rococò, sviluppatosi in Francia sotto Luigi XV (1715–74), quindi non molto più tardi della consacrazione della basilica. Al cui stile, quindi, si avvicina anche questo velluto per le sue colonne.

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